Beatrice Botto

 

Così mi sembra di vedere una certa ibridazione simbolista nel linguaggio della pittrice  Beatrice Botto (Torino, 1981).  

Le immagini, il lessico leggero e sognante della sua pittura sono proiezioni della coscienza, il dipinto è schermo rispecchiante un’osmosi tra mondo oggettivo ed io profondo dell’artista. I colori nel campo cromatico si dispongono in freddi e caldi, in bianco e nero. E tuttavia, nel suo immaginario fantastico, nella sua soggettività emozionale, nel cifrario linguistico, Botto il mondo lo vede colorato quasi tutto di bianco e di cromie fredde, chiare, l’azzurro scalante dal cilestrino al blu, l’indaco, il violetto, a volte  verde. La sensibilità simbolista e il colorismo aniconico, chiaro della sua tavolozza sono la chiave, mi sembra, per “entrare” nella personalità dell’artista torinese, della sua significazione, del suo linguaggio. Il sogno come forma di realtà.

Tratto da "Il profondo Bianco " di S.Turtuici

 

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